Nataraja

Il signore della danza cosmica

La statua di Nataraja, il Signore della Danza Cosmica, che vedete nelle immagini, è stata scelta e portata in Italia in occasione di un viaggio insieme a Daniel Lumera nel Sud dell’India, a Tiruvannamalai, culla della tradizione scivaita.

Nel cuore del Tamil Nadu, proprio dove questo simbolo ha origine, abbiamo voluto raccoglierne il significato profondo: non come oggetto di culto, ma come potente archetipo universale

Abbiamo documentato questa impresa anche con un video leggero e divertente, che puoi vedere qui.

Oggi, la sua presenza al Centro L’Incontro è un invito a riflettere sul movimento continuo della vita e sulla capacità di ciascuno di noi di trasformarsi, rinascere e danzare con il cambiamento.

Immagine: Statua di Shiva Nataraja al CERN di Ginevra

Chi è Nataraja

Nataraja è lo Shiva danzante.

Il termine sanscrito Nataraja significa “Re della danza” (nata = danza, raja = re). È l’aspetto di Shiva come danzatore cosmico: danzando sul mondo, lo distrugge bruciandolo e lo ricrea dalle sue ceneri.

Nataraja è una delle immagini più potenti e suggestive dell’induismo. Secondo lo storico dell’arte Ananda Coomaraswamy, è:

“La più chiara immagine dell’attività divina che qualsiasi arte o religione abbiano mai prodotto”.

Immagine: British Museum di Londra

La Trimurti

All’interno della Trimurti, la triade divina dell’induismo, Shiva rappresenta il principio della distruzione e trasformazione, accanto a Brahma (creatore) e Vishnu (conservatore).

Nella scuola dello Shivaismo dell’India meridionale — in particolare nel Tamil Nadu, a Chidambaram — si ritiene che Shiva incarni tutti e tre i principi della Trimurti in un unico archetipo.

Il creatore dell’universo, nella letteratura hindu, assume la forma del Brahman: l’“Assoluto impersonale”, eterno, illimitato, che compenetra ogni cosa.

Le tre divinità della Trimurti rappresentano le sue funzioni fondamentali:

  • Brahma, la creazione
  • Vishnu, la conservazione
  • Shiva, la distruzione e rigenerazione

Le varie tradizioni dell'induismo spesso celebrano il culto di una sola delle tre figure divine la quale, di conseguenza, assume un'importanza predominante nei confronti delle altre due. Esistono quindi tradizioni in cui prevale il culto di Visnù, o di Shiva, e, meno frequentemente, quello di Brahma.

 

Shiva e la danza della vita

Il mito della distruzione e della rinascita è ricorrente in tutte le tradizioni dell’induismo. Alla base vi è una visione ciclica dell’universo e dell’esistenza, in cui la realtà è soggetta a infinite trasformazioni: dal caos nasce l’ordine, e dall’ordine si ritorna al caos, in un moto eterno e senza inizio né fine.

La danza cosmica di Nataraja, detta Ananda Tandava (“danza della beatitudine”), rappresenta i cicli cosmici di nascita e morte, creazione e distruzione — ma anche il ritmo interiore della nostra stessa esistenza.

 

 

Il linguaggio simbolico della statua

La rappresentazione di Nataraja esprime, in forma dinamica, il ritmo e l’armonia della vita.

  • Il cerchio di fuoco che lo circonda simboleggia l’intero universo: sole, luna, galassie, la via lattea, l’energia cosmica in perpetuo movimento.

  • Le quattro mani, orientate verso i punti cardinali, rappresentano le direzioni e le funzioni cosmiche:

    • La mano in alto a destra tiene il tamburo (damaru), che rappresenta il suono primordiale, la vibrazione creatrice da cui nasce l’universo.
    • La mano in alto a sinistra tiene agni, il fuoco della distruzione e della trasformazione.
    • La mano in basso a destra ha il palmo aperto nel gesto di abhayamudra, segno di protezione e benedizione  (è il gesto che calma la paura). Quindi queste sono le tre funzioni principali: creazione, distruzione e protezione.
    • La mano in basso a sinistra indica il piede sollevato di Shiva, in quanto ci sta invitando ad andare ai suoi piedi per essere salvati, ottenendo Moksha e Nirvana (la liberazione).

  • Il piede destro schiaccia Apasmara Purusha, il nano demone dell’ignoranza: apasmara significa “privo di memoria”, e purusha “uomo”. È l’illusione su cui Shiva trionfa.

Secondo il mito, nella foresta sacra di Chidambaram, Shiva sconfisse i suoi nemici danzando e schiacciando il nano Apasmara, simbolo dell’illusione che confonde l’umanità. La sua danza porta equilibrio tra creazione e distruzione.

Immagine: Nataraja, Centro l’Incontro

Una metafora scientifica della realtà

Nel 2004, una statua di Nataraja è stata installata al CERN di Ginevra, il più avanzato centro europeo per la ricerca in fisica delle particelle. Fu un dono del governo indiano, a simboleggiare il dialogo tra scienza e spiritualità.

Per il fisico Fritjof Capra, autore de Il Tao della Fisica, Nataraja rappresenta con sorprendente precisione i fenomeni descritti dalla fisica moderna:

“Ogni particella subatomica non solo esegue una danza energetica, ma è anche un processo pulsante di creazione e distruzione... Per i fisici moderni, la danza di Shiva è la danza della materia.”

Nataraja al CERN simboleggia il movimento perpetuo delle particelle, il flusso eterno dell’energia in trasformazione.  Unisce antiche tradizioni sapienziali e scienza contemporanea, offrendo un’immagine dinamica dell’universo in perenne mutamento.

Immagine: Statua di Nataraja al CERN di Ginevra

 

 

Perché la statua di Nataraja al Centro L'Incontro?

La presenza di Nataraja al Centro l’Incontro vuole offrire uno spazio di riflessione e contemplazione.

Rappresenta un simbolo universale: la manifestazione della danza della vita, il movimento dell’esistenza, Il potere che ogni essere umano ha di attraversare le crisi e rinascere da esse.

Nataraja ci ricorda che possiamo trovare bellezza e forza anche nella distruzione, e che ogni fine in realtà è un nuovo inizio. 

Per rimanere centrati, è necessaria la capacità di danzare dentro il cambiamento.

Nataraja ci ricorda che ogni trasformazione profonda nasce da un incontro: con sé stessi, con il mistero della vita, con l’altro. Anche l’universo danza al ritmo di questo Incontro.

Immagine: Nataraja, Centro l’Incontro

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